SPORT IN ACQUA I CONSIGLI DEL FISIOTERAPISTA

Sport estivi, dal mare all’acquagym: i consigli del fisioterapista

SPORT ESTIVI: I BENEFICI DELL’IMMERSIONE

Sport estivi in piscina
Sport estivi in piscina

L’estate, per via di certe circostanze, non è solo caldo rilassante per i muscoli: per fortuna può e deve combaciare con l’essere immersi in acqua, mare o piscina, non solo per il refrigerio!

Infatti, quando ci s’immerge fino all’ombelico il nostro peso si riduce, apparentemente, di circa il 50% per diminuire sino al 90% quando l’immersione raggiunge le spalle.

Sport al mare? Perché no… la composizione chimica dell’acqua marina, e le correnti rendono questa più “accogliente” siccome favorisce il galleggiamento, senza grandi sforzi fisici, cosicché l’energia si possa sfruttare e adoperare per lo svolgimento degli esercizi.

Pensiamo all’ Idroterapia. Magari questa non sarà semplicemente in ottica ortopedica e/o per curare delle problematiche, ma semplicemente per un mantenimento sportivo del proprio fisico.

Se siamo in fisioterapia, non dobbiamo perdere la nostra “mission” e restare nella cura, ma al tempo stesso questa può trasformarsi anche in un piacevole allenamento.

Difatti, ringraziando l’ellenico fisico Archimede,  possiamo entrare in acqua con la volontà di poter fare quei movimenti che su terraferma sarebbero improponibili, perché quasi dimenticati per il non riuscire mai a farli nella quotidianità, invece in acqua è possibile la rinascita energetica e fisica del corpo.

Questo anche perché il corpo riceve il grande beneficio di non avvertire più l’ulteriore peso della gravità: ecco che della benefica spinta che ci regala l’acqua tutto il corpo in toto ne beneficia, perché le articolazioni devono sorreggere minor peso e soffrire di meno, questo perché si migliora l’irrorazione cartilaginea.

I benefici per la deambulazione degli sport in acqua: la propriocezione

Non dobbiamo dimenticare che tutti questi benefici tecnici possono favorire tanti esercizi in deambulazione attiva, che permette anche il recupero dello schema motorio del cammino, rieducando i propri arti al buon cammino senza dover consegnare il proprio corpo a esami, pungenti e fastidiosi, per poter capire quale muscolo dia fastidio nel cammino, ma lasciando che se ne occupi la natura perché grazie alla propriocezione il corpo inizia ad adeguarsi bene, alle nuove e positive novità.

Ecco che scopriamo un nuovo termine: “propriocezione”. Questa è fondamentale perché da soli riusciamo a capire, da soli, cosa il nostro corpo possa compiere, quindi si possono imparare novità dello stesso. Diventando noi i terapisti di noi stessi, perché sappiamo fin dove possiamo spingere, arrivare e chiedere al nostro corpo. Con la propriocezione maturerà anche la giusta consapevolezza del e nel proprio fisico, così magari riusciamo a iniziare a comprendere come si possa fare certi esercizi, quindi magari possiamo lasciare anche la solitudine e dedicarsi a corsi di aquagym o qualsiasi altra attività ginnica in acqua,  o semplicemente lasciandosi andare ad uno scarico di tensioni restando semplicemente a mollo in acqua, cosicché anche la colonna vertebrale possa riassestarsi.

Sport in acqua o in spiaggia: i consigli del fisioterapista

Per l’allenamento in solitaria si può seguire “scheda” di esercizi:

  1. Camminata libera, con corpo dritto, per riscaldamento.
  2. Camminata con coordinato movimento in estensione ed allungamento di braccia alternandolo con la gamba opposta.
  3. Camminata con corpo in orizzontale per allungare gli dischi crurali.
  4. Riposiamo un po’ le gambe per continuare un po’ con le braccia in abduzione ed adduzione.
  5. Questi ultimi due movimenti è possibile farli compiere anche alle gambe se abbastanza riposate dalle prime camminate.
  6. Non solo arti, perché per muoverli c’è bisogno di energia ed ossigeno, quindi è possibile anche allenare i polmoni con gli squat andando un po’ sott’acqua ed allenando anche loro con forti espirazioni, magari lunghe quanta la durata dello squat.
  7. Magari abbiamo maturato la giusta forza in ossigeno per allenare un po’ di più anche le braccia oltre che le gambe, quindi sarà possibile anche semplicemente con i movimenti delle braccia in acqua lasciarsi andare in circonduzioni, pressioni e stretching(per favorire al muscolo di allungarsi) in e sull’acqua.

Eugenio Fiorentino

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