Rizoartrosi artrosi del pollice

Rizoartrosi: quando l’artrosi colpisce il pollice

Rizoartrosi: se il pollice fa male

Rizoartrosi
Rizoartrosi

“Rizoartrosi”: “…è l’artrosi che colpisce l’articolazione carpo-metacarpale della mano. La malattia è degenerativa della cartilagine articolare con conseguente compromissione del movimento delle due ossa interessate a livello articolare e insorgenza di dolore; con l’avanzare della malattia il dolore è più accentuato in corso di movimento ma può comparire anche a riposo. Il dolore è localizzato a livello della base del 1º dito della mano (pollice), ed è evocabile con la palpazione della zona interessata. Il paziente non riesce a fare la pinza con il pollice e l’indice causa il dolore.

Per i pazienti che ne hanno esperienza, il tutto si traduce in un forte dolore alla base del pollice, diurno e notturno, che rende difficile la prensione, e non necessariamente collegato alla naturale degenerazione artrosica propria dell’avanzare dell’età.

Consiste, in parole semplici, di capsule articolari troppo mobili e facilmente lussabili, quindi è necessario l’adeguato supporto terapeutico.

Il fisioterapista, nello specifico, interviene attraverso una terapia di cura, di accompagnamento o post operatoria nei casi più gravi.

In ogni caso, siamo di fronte ad una patologia cronica e degenerativa, che richiede grande attenzione nell’approccio fisioterapico ed un vero gioco di squadra tra specialisti.

Se non dovessimo essere interventisti meglio un trattamento fisioterapico conservativo, talvolta paragonabile ad un post-operatorio perché appunto la mano troppo indolenzita e una fisioterapia troppo veemente potrebbe creare scompensi neurologici alla mano, ai limiti della distonia.

Rizoartrosi: l’intervento del fisioterpista

Rizoartrosi e fisioterpia
Rizoartrosi e fisioterpia

A seconda della gravità della patologia, o al fatto che sia legata ad un intervento, il lavoro del fisioterapista varia, per metodologia, durata, ed intensità: dal tutore agli esercizi, dalla crioterapia agli ultrasuoni: non esistono due pazienti che possano avere lo stesso risultato dallo stesso trattamento, che prevede, allo scopo di ritardare o evitare del tutto l’intervento, invasivo e non semplice da gestire, la sinergia tra più elementi, dai medicinali all’esercizio, passando per gli strumenti.

Ogni caso va studiato in maniera unica ed attenta, ogni progresso diventa la base per proseguire.

 

Eugenio Fiorentino

 

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