figura fisioterapista

Conoscere e gestire il proprio corpo: la figura del fisioterapista

LA FIGURA DEL FISIOTERAPISTA: QUANDO IL CORPO FA… I CAPRICCI!

Un grande dilemma umano, lasciando passare quelli amletici, è l’avere fiducia in se stessi, non solo dal punto di vista caratteriale. Qualche volta, per chi subisce un qualsiasi infortunio, questa può essere deficitaria anche verso il proprio corpo. O semplicemente avvertire quei dolori ricorrenti che limitano e vietano alcune attività, da quelle quotidiane a quelle sportive, da la sensazione di non “padroneggiare”il proprio corpo.

Questo perché per un’indole difensiva guidata dall’istinto di non voler avvertire altro o ulteriore dolore, se dovessimo essere stati colpiti fisicamente in qualche zona corporea può esserci mancanza di fiducia in quella o magari la si prova a proteggere non sovraccaricandola ulteriormente. Spesso questa volontà di difesa non è tanto schietta, perché spesso è proprio il nostro corpo che in automatico attiva vari compensi muscolari per sovraccaricare di meno quelli colpiti, bloccati.

Per fare ciò è obbligatoria, però, la giusta guida che può essere rappresentata dal fisioterapista che potrebbe prenderci in cura, che, seguendoci “passo passo” nel recupero  o nella terapia, sa bene cosa il nostro corpo debba e possa fare, quindi metterà a disposizione il suo sapere e la sua esperienza, per guidarci bene nei giusti movimenti fisici.

Questa sua guida può essere importante dal momento in cui possiamo avvertire, attraverso le continue terapie, feedback di benefici fisici, fino a che non nasca la giusta fiducia verso l’esperto.

 

Fisioterapista e paziente
Fisioterapista e paziente

LA FIGURA DEL FISIOTERAPISTA: IL RAPPORTO COL PAZIENTE

Ovviamente, ciò non avviene all’improvviso, ma “solo” quando il Dottore sa mettersi in gioco provando a testare ogni sua conoscenza nelle giuste modalità, mettendo in gioco in primis se stesso, perché ovviamente non c’è un singolo protocollo d’azione per ogni danno, per quanto simili possano essere ci saranno sempre quelle sfaccettature che costringeranno al Fisioterapista al doversi mettere in gioco, in un aspetto dinamico , non restando ancorato a ciò che ha studiato, ma, appunto, con l’esperienza maturata negli anni di servizio, riesce a garantire cure e terapie a 360° gradi. Perché magari, riuscendosi spesso ad aggiornare e anche sperimentandosi con pazienti nuovi, di persone e soprattutto di danni, è poi in grado con una conoscenza quasi completa al riconoscere a fondo il caso che gli si presenta davanti, far nascere la giusta empatia con il paziente, cosicché si ottenga anche la giusta fiducia. Questa poi trasmigrerà dal rapporto personale paziente-terapista alla sfera del carattere personale del paziente, che così con continue sperimentazioni delle proprie e continue abilità guidate dal terapista nei giusti ed adatti esercizi, che non complicheranno mai la fiducia in se stesso del paziente, riuscendo poi in tutti gli esercizi proposti dal terapista, perché ciecamente sappiamo che non ci chiede la luna ma qualcosa nelle nostre corde. Questo in primis non fa avvilire il paziente ed in secundis rafforza i rapporti perché il terapista non sarà più visto come il nemico, ma come l’amico di allenamento.

Tutto ciò comporterà poi al comun denominatore della terapia, cioè la riuscita professionale per uno e la cura del proprio per l’altro. Certo che teoricamente fila tutto liscio, ma nella cura del fisico necessaria è la pratica, il mettere bene in pratica certi concetti.

dottor Michele Ippolito
dottor Michele Ippolito – Fisioterapista

LA FIGURA DEL FISIOTERAPISTA: L’APPROCCIO DEL DOTT. MICHELE IPPOLITO

A questo punto, diventa importante il colloquio iniziale di presentazione che si tiene ad inizio percorso terapeutico, perché il fisioterapista non solo deve capire con chi si andrà a confrontare, ma soprattutto per comprendere dove, in cosa proporre e come curare il paziente. Anche se l’obiettivo principale è il creare un rapporto personale che permetta al paziente di avere fiducia nel fisioterapista, partendo dal rapporto terapeutico, garantendo non solo il suo sapere, che gli ha permesso un’apprezzabile esperienza, ma anche il giusto rapporto umano, che non farà mai avvertire il paziente a disagio o messo di fronte alle proprie difficoltà, limiti fisici, perché riuscendo a sperimentarsi nel giusto scardinerà tutte quelle barriere che limitano il corpo del paziente.

La fiducia nel proprio fisioterapista è l’aspetto più importante che ci guiderà alla cura.  Il segreto non è solo la suddetta ma anche la passione che si avverte quando l’esperto inizia con noi le sue manipolazioni per curarci, e possiamo avvertire quel giusto calore di fiducia e relax che un bravo professionista riesce a trasmettere con le sue mani. Dimostrando ciò nasce il rapporto di fiducia paziente terapista che permette al primo di svolgere tutti gli esercizi richiesti perché il secondo sa bene che possono essere svolti. Ecco perché la fiducia è fondamentale, perché il paziente, parte lesa, sa bene che con il suo fisioterapista deve provare a fare di più che svolge normalmente nella vita quotidiana, magari anche osare, perché è in fiducia verso chi lo segue e sa bene che nulla è per il suo male!

 

Eugenio Fiorentino

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