Giornata mondiale dell'Alzheimer

Alzheimer: quanto é importante la fisioterapia?

Morbo di Alzheimer: 21 settembre, la giornata mondiale

Alzheimer 21 settembre Giornata Mondiale
Alzheimer 21 settembre Giornata Mondiale

Sin dall’anno 1994 il 21 settembre è la giornata dedicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, al sensibilizzare e diffondere la conoscenza riguardo il morbo di Alzheimer.

Questo morbo è purtroppo di carattere neurodegenerativo, e consuma l’affetto fino a causarne il decadimento fisico ed organico, per poi condurlo da incosciente alla morte. Qualsiasi malattia o danno che colpisca il cervello è sempre degenerativa, soprattutto questa che inizia ad intaccare qualsivoglia abilità, iniziando dal linguaggio, percezione, capacità cognitive e comportamenti. Questi ultimi, non solo riguardo l’attività cerebrale che va con il tempo a spegnersi compromettendo la sfera cognitiva che poi intaccherà qualsiasi capacità motoria di movimenti volontari.

Purtroppo questi diminuiscono con il progressivo declino della qualità, ma soprattutto dello svolgimento di vita dell’anziano “affetto” da tale morbo. Importante è che il giusto supporto sanitario e fisioterapico siano disponibili. Negli anni assistere gli anziani affetti da tale morbo è stato come assistere ad una lieve fiammella in preda ad una bufera, perché sarebbe stato condotto allo spegnimento di qualsiasi attività fisica e degli organi, perché questi iniziano più a non essere comandati bene dal cervello.  Quindi sebbene si assista al repentino declino di memoria, linguaggio, percezione, comportamenti, capacità cognitive e coordinazione motoria di movimenti volontari.

Morbo di Alzheimer: l’intervento del fisioterapista

Alzheimer, l'importanza della fisioterpia
Alzheimer, l’importanza della fisioterpia

A questo punto, quasi scontata è la domanda: “Il fisioterapista come può aiutare?”

Sicuramente molto utili possono essere logopedia e terapia occupazionale, ma quest’ultima è spesso offerta da fisioterapisti specializzati nell’ambito.

Mantenere attive le funzioni corporee collegate al movimento supporta e aiuta uno stile di vita il piú possibile autonomo, e sano: in questo diventa importante la figura del fisioterapista, che può offrire il suo servizio per lo svolgimento di esercizi che possano migliorare le funzioni fisiche, favorendo anche una miglioria cardiovascolare perché muovendosi un po’ di più inconsciamente migliora la salute cardiovascolare, si riduce il rischio di cadute perché il paziente si riesce a sentire più attivo e presente nello spazio.

Ecco perché, per migliorare l’essere sociale, perché si sente maggiormente presente nello spazio, perché dal mondo esterno arrivano feedback  che aiutano chi ne soffre ad essere con il cervello più in attività e magari il decorso della malattia sarà più lento ed i nostri cari potranno rimanere più tempo con noi ed anche con maggiore presenza.

La fisioterapia è importante anche per l’inserimento e il riconoscimento sociale. Il rapporto sociale tra fisioterapista e paziente sarà utile per risolvere le difficoltà funzionali, perché con il fisioterapista inizia uno scambio sociale che è un’opportunità di incontro sociale che risveglierà l’attività cerebrale non degenerando di gran lunga l’attività cerebrale già compromessa. Ecco perché sono importanti queste giornate perché riusciamo meglio ad apprendere come un qualsiasi paziente non debba essere allettato, perché l’attività continua aiuterà il cervello a non far degenerare ogni attività motoria e magari si può rallentare la fine del nostro caro. Sono importantissime queste giornate perché magari qualche caro affetto sarà possibile non perderlo prima del tempo, perché anche se segnati dopo aver contratto il morbo, almeno degenera più lentamente ed il caro resta più con noi. A saper prima certi aspetti è di grande importanza quindi ben vengano giornate come questa del 21 settembre.

Eugenio Fiorentino

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